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Vasi alternativi

I vasi influiscono largamente sull’estetica dei bonsai.

Il vaso è, tuttavia, solo il tocco finale prima di salire sul palcoscenico. E’ il costume che l’attore indossa poco prima di entrare in scena. Per arrivare lì, ci sono voluti mesi e mesi di studio del copione e di prove in tuta da ginnastica.

La strada che la piantina deve percorrere per essere un bonsai dura anni. Durante questo lungo lasso di tempo, la pianta deve essere resa robusta. Successivamente viene lavorata perché diventi bella. In questo processo di formazione, e poi di trasformazione, deve stare “comoda”.

Soprattutto nei primi stadi di sviluppo, non utilizzo vasi per bonsai.

Spesso, non uso nemmeno i comuni vasi da giardinaggio.

Cerco di recuperare materiale di scarto, adattandolo allo scopo. Oltre al risparmio economico, trovo gratificante poter dare una seconda vita a contenitori destinati allo smaltimento nei rifiuti. Di seguito illustro alcuni esempi di contenitori che si sono rivelati adatti allo scopo, riciclando oggetti che sarebbero finiti nella spazzatura.

Le vaschette nelle quali viene confezionata la verdura, piuttosto che i bicchieri di plastica che contengono lo yogurt o i contenitori trasparenti per la frutta secca sono molto funzionali. Per la semina sfrutto questi recipienti: devono servire solamente a garantire il giusto grado di umidità. In alcuni casi applico dei fori, in altri non è nemmeno necessario. Le piantine appena nate non necessitano di altro.

Contenitori per talee

Per le talee, i miei strumenti preferiti sono i sacchetti di plastica o le bottiglie in PET (quelle per l’acqua minerale e le bibite, tanto per intenderci). Le talee, essendo costituite da rametti che devono iniziare a fare fotosintesi, devono avere accesso alla luce. Devono inoltre mantenere la giusta umidità, per non disidratarsi. Per tale motivo, le bottiglie, una volta tagliate a circa tre quarti della loro altezza, fungono da mini serra. La trasparenza permette anche di controllare quello che succede a livello radicale. Dopo qualche mese, da questi vasi improvvisati, si notano le radici: è il momento di travasare in contenitori che aiutino una crescita vigorosa. Per piantine piccole sono sempre adatti i vasetti per lo yogurt o contenitori più capienti, come per esempio quelli in cui vengono confezionati i brodi pronti sugli scaffali del supermercato.

Vasi post attecchimento
Classici vasi per coltivazione

Nella fase di sviluppo del tronco torno ad impiegare i vasi tradizionali in coccio o plastica (come nella figura sopra), o ciotole più basse, per iniziare ad abituare le radici a svilupparsi più in larghezza che in profondità (vedi figura sotto).

Ciotola per prebonsai

Dopo qualche anno di sperimentazione, i vasi “alternativi” mi hanno dato buoni risultati. Mi riprometto di illustrare meglio in futuro il loro allestimento, in base alle essenze per cui vengono adoperati.

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