Il limone è la pianta da cui tutto è iniziato.
Come già accennato qui, il mio primo limone nato da seme non è mai diventato un bonsai. All’epoca, non sapevo nulla di bonsai e le mie cure non sono state ottimali; per di più, il limone non è una delle essenze più adatte. Fatto sta che quella pianta ha seguito un percorso che l’ha portata a diventare qualcosa di diverso da un bonsai. Si presenta come una gradevole pianta in vaso, alta circa un metro e mezzo.
Poiché sono trascorri più di trent’anni da quel mio primo tentativo, quest’anno mi è balenata l’idea di riprovarci. Perché? Che senso ha? Se l’essenza del limone non era appropriata ai tempi, continua ad essere sconsigliata al giorno d’oggi. Eppure qualche buona motivazione l’ho trovata:
- Ho accumulato tanti anni di esperienza: potrebbe aiutarmi ad ottenere un risultato migliore;
- E’ una pianta facile da ottenere: quasi tutti abbiamo in casa un seme di limone; la germinazione è piuttosto semplice; è una specie robusta e vigorosa, poco impegnativa, ideale per chi desidera iniziare a coltivare una piantina da zero;
- Mi piacciono le sfide: questa, contro il ragazzo che si cimentava nella creazione di bonsai qualche decennio fa, potrebbe darmi la misura dei miei progressi.
Ho quindi deciso di ripetere il percorso, implementandolo con le nuove conoscenze acquisite, in modo particolare negli ultimi cinque anni.
Negli anni novanta del secolo scorso, avevo semplicemente estratto il seme da un limone; una volta ripulito, lo avevo appoggiato sopra un batuffolo di cotone e posizionato, dopo averlo inumidito, in una intercapedine del vecchio acquario tropicale, sopra al filtro. In pratica, avevo utilizzato lo stesso metodo con cui, da bambino, avevo imparato a far nascere i fagioli. L’idea della collocazione sotto il coperchio dell’acquario, doveva servire a mantenere l’umidità, la temperatura e a fornire tanta luce. Ebbe successo: che si sia trattato della classica fortuna del principiante o che le mie considerazioni potessero avere un fondamento scientifico, il seme germogliò. Gli errori vennero dopo.
Da poche settimane ho ottenuto nuove piantine di limone, utilizzando una nuova metodologia.
Una volta estratti i semi, li ho lasciati qualche ora in un bicchiere d’acqua. Successivamente, con l’aiuto di un paio di pinzette (quelle che si usano per le sopracciglia), ho tolto la pellicina che ricopre il seme. Questo passaggio dovrebbe servire ad accelerare la germinazione, rendendo più veloce l’uscita della radichetta. Ho adagiato i semi, così puliti, sopra un panno di cotone e li ho rinchiusi in una scatola di plastica (quelle da frigorifero) dopo aver inumidito il panno con uno spruzzatore. La scatola è stata lasciata in un luogo caldo e illuminato della casa. In una decina di giorni, dai semi sono usciti il germoglio e la radice.

Ho collocato il seme in un contenitore con terriccio comune, praticando un piccolo foro con un dito per interrare la radice, lasciando il germoglio verde rivolto verso l’alto. Questa sotto è una delle piantine nate da circa due settimane. Trascorrerà l’estate nel recipiente ottenuto tagliando una bottiglietta di plastica. Se tutto andrà bene, la primavera prossima eseguirò il rinvaso in un contenitore più capiente, per favorire una crescita più rapida.

Otterrò un limone bonsai? Come al solito, avrò le risposte fra qualche anno. Nel frattempo, il percorso di queste piantine verrà seguito su questo blog.